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18/10/2019, 23:43



Giorgino-diffida-in-diretta-i-giocatori-del-Foggia?-Io-vi-invito-a-diffidare-di-quelli-come-Giorgino!


 



Probabilmente questo èl’articolo più difficile che scrivo da quando ho cominciato ad occuparmi delFoggia e dei suoi tifosi. Sinceramente volevo astenermi dal commentarel’ennesima ondata di fango buttata sulla nostra comunità così, a gratis, ma sec’è una cosa che non sopporto è sentire chi spara sentenze per "sentito dire",tanto per fare clamore e audience, attaccandosi a stereotipi e approfittando diun filmato rubato dal web per fare lo scoop della serata a nostro discapito,dunque non ho potuto e voluto esimermi da prendere metaforicamente carta epenna per mettere in chiaro un paio di "cosette".L’altra sera sui medianazionali abbiamo visto i calciatori del Foggia esposti alla gogna per avercantato coi loro ultras sotto la curva  "Noi onoriamo i diffidati!"Ma non solo, ci siamo sentiti dare dei mafiosi tanto per chiudere in bellezzaun servizio a dir poco scandaloso. Ebbene, l’equazione diffidati=violenti, opeggio diffidati= delinquenti è inaccettabile e mette a nudo tutta l’ignoranzadell’opinione pubblica e degli stessi giornalisti sull’argomento. La legge sulDASPO (divieto ad accedere alle manifestazioni sportive) è stata introdotta nel1989 (Legge 401/89) ed è stata via via inasprita sino ad arrivare alceleberrimo Decreto Bis sulla Sicurezza convertito nella Legge 77/2019, chenelle more dell’articolato consente praticamente ad un qualsiasi questore didiffidare fino a dieci anni, a sua discrezione, chiunque non si comporti neglistadi o anche fuori da questi come un gentleman inglese. Si può esserediffidati ormai per qualsiasi sciocchezza. Se discuti con un agente davanti adun tornello perché hai dimenticato la carta d’identità e non ti fanno entrareallo stadio sei soggetto a diffida. Così pure se ti sorprendono alticcio,oppure a proferire frasi irriguardose (in soldoni a dire parolacce) e persinose introduci uno striscione non autorizzato allo stadio con frasi che laquestura "unilateralmente" può giudicare motivo di disordini (a noi a Chiavariè stato vietato d’introdurre uno striscione che recitava "NON CI PIEGHERETEMAI", a voi giudicare quale pericolosità potesse avere). Se poi accendi unfumogeno o usi mazze per tamburo giudicate pericolose sei praticamente equiparatoa un fuorilegge e sei hai avuto un DASPO in precedenza sei "un morto checammina", cioè ti becchi almeno sette anni di daspo anche se vedono solo la tuaombra aggirarsi nei pressi di uno stadio dove è successo anche uninsignificante screzio fra tifosi e forze dell’ordine. La sola presenza di unsoggetto che sia stato daspato nel passato in un luogo dove ci siano statiproblemi può comportare, tout court, la sua diffida magari a dieci anni perché,sempre a giudizio unilaterale di un questore, questo soggetto con la sua solapresenza può aver influito psicologicamente in maniera negativa sui suoicompagni, anche se è dimostrato che durante gli eventi soggetti ad indaginemagari se ne stava a guardare o a mangiarsi un panino tranquillamente sedutonel suo pullmino (ed è successo anche questo). Combattere la violenza neglistadi è giusto, ci mancherebbe, ma quando una legge per combattere un fenomenolede i diritti costituzionali di un cittadino, allora il rimedio è peggiore delmale, e non siamo affatto sicuri che risulti efficace nell’ eliminare ilproblema come il legislatore si è prefisso promulgandola. Molti hanno giudicatoincostituzionali queste norme, soprattutto riguardo le limitazioni alla libertàpersonale (art. 13 della Costituzione) e della libertà di circolazione (art.16), ma quando si tratta di calcio, in Italia, sembra tutto derogabile, anchegli stessi principi della Legge Primaria dello Stato, e a Foggia lo sappiamobene. Tuttavia se un cittadino è tenuto a rispettare la legge e ad attenersi aigiudizi degli Organi Costituzionali preposti alla loro legalità, ha comunque ildiritto sancito dall’articolo 21 della stessa Costituzione di esprimere ungiudizio o una critica su tali norme. È per me inaccettabile che un funzionariodi pubblica sicurezza possa unilateralmente ed immediatamente restringere lalibertà di un cittadino, spesso su base indiziaria o valutandone i precedenti,senza che questi, con la solita immediatezza, possa controbattere e scagionarsidalle accuse a lui rivolte. Si usano due pesi e due misure e questo,consentitemi, contrasta con i diritti costituzionali di ognuno di noi. Ilquestore ti diffida con effetto immediato, il G.I.P. nelle 48 ore successiveconferma il provvedimento, mentre tu sei invece costretto a rivolgerti allagiustizia ordinaria (TAR e Cassazione) per scagionarti, magari avendo ragionequando il tuo DASPO lo hai già scontato. Questa è secondo voi giustizia? Ègiusta una legge che anziché partire dal presupposto che chiunque è innocentefino a sentenza passata in giudicato parte dal principio che sei colpevole aprescindere solo perché sei già stato daspato? È costituzionalmenteammissibile? Ma soprattutto ammettere innumerevoli casi di presunto reato fraquelli passabili con diffida, dunque concedendo legittimamente al questore didiffidarti per qualsiasi motivo lui giudichi pericoloso, non limita la liberacircolazione dei cittadini, la loro stessa libertà personale? La cosa forse piùinquietante è che questo poi vale anche per qualsiasi manifestazione, tanto chesi è arrivati persino al DASPO urbano, al divieto di circolare in certe zonedella città ed in particolari occasioni. Mi domando e vi domando: lamanifestazione in occasione del G8 di Genova del 2001, per esempio, sarebbestata possibile con questa legge? E quante migliaia di dimostranti sarebberostati daspati in quell’occasione? Ma dirò di più. Se il DASPO esiste dal 1989ed è stato anche inasprito,  mentre i fenomeni violenti a contornodegli eventi calcistici sono rimasti gli stessi (se non peggiorati nonostanteun dispiego sempre maggiore di forze di polizia), nessuno si è posto la domandache forse queste norme siano sbagliate o non servano a nulla se non adesacerbare gli animi? Da quando basta la repressione per estinguere un reato?Serve fare una vera e propria "rappresaglia" nei confronti di un’interatifoseria (quella del Foggia, per esempio) dopo che la stessa si è dovutadifendere da provocazioni gravissime subite da Verona a Nocera? Ci siamodimenticati cosa non ci hanno vomitato addosso i tifosi veronesi l’11 maggiosenza che il buon Giorgino se ne sia accorto e con lui tutti i giornalisti e itg nazionali? E l’assalto dei brindisini al nostro parcheggio dopo la partitadi coppa? E l’agguato dei nocerini? Possibile che nell’ordinamento giuridico ditutti i Paesi civili esistano le attenuanti e la gradazione delle pene sullabase dei presunti reati ed il DASPO, invece, può colpire indistintamente tuttisenza che esista una proporzionalità fra il fatto delittuoso e la pena e chenessuno tenga conto delle attenuanti giustificative qualora accertate? Non valeper gli ultras la legittima difesa che è ammessa dal nostro ordinamentogiuridico? È giusto punire alla stessa stregua chi attacca da chi si difende?Per la legge 77/2019 sì, ed anche questo per me è inaccettabile in uno Statoche si definisce libero e democratico, e non è un caso che forse, proprio dopol’approvazione di questa discutissima legge, sia poi infine caduto il governogiallo-verde.L’argomento è complessoe in un articolo è complicato sviscerarlo in poche righe. Certo è che nessunoha il coraggio e soprattutto la volontà di affrontare davvero questo problema edi portare i dovuti correttivi a questa scellerata norma dialogando con laparte interessata piuttosto che contrastarla sic et simpliciter, ignorando chegli stessi ultras stessi, contrariamente al sentito comune, sono assolutamentepronti ed in grado di scendere a condizioni con lo Stato per trovare un accordoche accontenti tutti e risolva il problema una volta per sempre, consentendoloro di essere se stessi e liberare le proprie passioni allo stadio senzal’angoscia di essere sempre sotto indagine ed a rischio diffida, ed alle forzedell’ordine di distrarre meno uomini e spendere meno soldi per garantirel’ordine pubblico durante una partita di calcio.Ma veniamo piuttosto aifatti in questione. Possiamo pensarla comevogliamo, possiamo giudicare ingenui e sprovveduti i calciatori che sono andatia cantare sotto la curva e ancora più ingenuo ed incauto chi ha diffuso quelleimmagini, possiamo considerare inopportuno aver cantato quel coro insieme agliultras, ma di fatto spiegatemi quale reato è stato commesso, quale azioneillegale sia stata celebrata sotto quella curva tanto da indignare Giorgino ecompagnia fino allo sdegno e al raccapriccio, fino a presupporre, farneticando,che sia stata una non meglio definita "quarta mafia da stadio" a costringerli aprostrarsi ai piedi dei loro sostenitori. Ma non sarà stato piùbanalmente ed umanamente che i calciatori del Foggia abbiano volutosemplicemente solidarizzare con le curve sottoposte in questo periodo ad unacaterva di provvedimenti di diffida diffusi, degni di una vera e propriarappresaglia contro una tifoseria malvessata spesso ingiustamente, unatifoseria che in questi anni mai ha provocato di sua iniziativa disordinicontro ultras avversari, in casa come in trasferta, ma che al contrario èsempre stata sottoposta a provocazioni, ed io ne sono testimone se è vero com’èvero che da tre anni a questa parte ho seguito tutte le trasferte dei rossoneriin campionato? Di Verona, Brindisi e Nocera abbiamo detto, ma ricordiamo latentata aggressione subita dal settore barese accanto al nostro dopo il gol diGalano al San Nicola, le provocazioni gratuite dei tifosi del Catania, delBrescia e del Pescara per le strade della città ed allo Zaccheria, i petardigettati dai tifosi del Benevento nella curva Mancini gremita di gente (fattoinaudito e gravissimo e per il quale nessun DASPO è stato emesso), e l’elencopotrebbe continuare. Tutti gesti che avranno anche provocato reazionesproporzionate di alcuni, ma che hanno messo con le spalle al muro ragazzi cheo si difendevano o sarebbero stati sopraffatti dagli aggressori (vedi Nocera,per esempio). Allora mi domando se onorare i diffidati costituisca davveroreato o istigazione a delinquere, se questi sono i fatti, piuttosto chel’espressione di una protesta libera e volontaria contro gli eccessi di unostato di polizia da "codice Rocco" che si manifesta ogniqualvolta si disputi unincontro di calcio. Mi domando se non sia in discussione la libertà diespressione e di opinione in questo caso, visto poi che se vogliamo metterlasulla giurisprudenza pura un diffidato non è un delinquente ma un cittadinosottoposto ad un provvedimento restrittivo che potrebbe poi dimostrare lapropria innocenza nelle sedi amministrative e penali preposte, dunque si puòonorarlo senza che si gridi allo scandalo. Di cosa stiamo parlando allora? Chisi è indignato quando in parlamento eminenti esponenti di partito hanno difesoe onorato colleghi già giudicati colpevoli magari di corruzione o di evasionefiscale in primo o in secondo grado? E di Berlusconi che continua a celebrarel’onorabilità di Dell’Utri condannato in via definitiva per concorso esterno inassociazione mafiosa qualcuno si è scandalizzato? Giorgino ha giudicatovergognoso questo comportamento? Ha chiesto una diffida per l’ex Cavaliere? Equando centinaia d’intellettuali italiani hanno inneggiato a "Sofri Libero!"sotto il carcere di Pisa , quel Sofri condannato in via definitiva perl’omicidio del commissario Calabresi? C’era da vergognarsi allora? Giorginodov’era? E dov’era quando lo Stato ha perdonato e scarcerato dopo pochi anni direclusione decine e decine di brigatisti artefici dei più sanguinari delittidell’Italia del dopoguerra? Perché in questo Paese siamo inclini a perdonaretutti, ma proprio tutti, però poi quando si tratta di ultras non esiste nessunapietà, non c’è alcuna comprensione o indulgenza? Ma qualche intellettuale hamai provato a chiedersi chi siano davvero questi ragazzi? Quale passione liguidi? Quali siano i loro ideali? Qualche giornalista ha provato a parlare conloro? Qualcuno è andato nei loro club frequentati da famiglie e bambini dove sisocializza e si fraternizza in assoluta tranquillità nel nome di una fedecomune e di una passione senza limiti? Qualche politico si è adoperato percapire questa realtà cercando di renderla integrata al mondo del calciopiuttosto che lasciarla ai margini e a discriminarla? Pasolini in "Ragazzi diVita" si è calato nella realtà delle borgate romane per descriverci lacondizione "estrema" di quella gioventù dissociata. Da appassionato di calciosono sicuro che avrebbe scritto tanto, e tanto indagato sugli ultras, perchéera un intellettuale vero, perché amava la gente vera, non certo i parvenu dasalotto o da talk show, perché non aveva certo preconcetti e non era malato diconformismo. Ma tornando a noi cisiamo mai chiesti perché in tutti gli stadi si inneggia ai diffidati? Da nord asud. Dalla serie A all’Eccellenza? Non sarà che questi ragazzi voglianochiederci qualcosa? Non sarà che chiedano attenzione ad una società civile chesa solo metterli all’indice e giudicarli solo e soltanto come dei teppisti distrada? I nostri ultras senza farsi pubblicità, più di una volta, hannodimostrato di avere un grande cuore, di schierarsi sempre dalla parte dei piùdeboli. Devo ricordare cosa hanno fatto le nostre curve in onore di un ultrascremonese morto prima della trasferta a Foggia? Lo stesso ultras che prima glidava dei "terroni nemici del sapone"? Questo Giorgino lo sa?Non credo proprio. Quello che so io è che dopo quanto sta accadendo i ragazzidei club si stanno organizzando per conoscere meglio la legge attuale, per nonincappare in errori, per apprendere ed insegnare ai più giovani comecomportarsi per evitare di essere esclusi dalla loro passione per un petardo,un fumogeno o una parolaccia. Per adesso così si stanno organizzando. Ma io miauguro davvero che finalmente qualcuno si ricordi di loro e ricordi a tutti chegli ultras nel calcio sono un valore aggiunto, un fatto culturale, un fenomenodi popolo al netto delle degenerazioni fisiologiche presenti in ogni realtàsociale. Io me lo auguro, ma so bene che sarà una battaglia difficilissima davincere. Difficilissima, ma non impossibile se solo in tanti si togliessero leragnatele dal cervello. 
17/10/2019, 15:10



Vita,-morte-e...-criticità-delle-opere-pubbliche.-Da-oggi-controlla-l’AINOP!


 



Identificare un’opera pubblica e la sua collocazione nel contesto territoriale. Visualizzare dati, informazioni e documenti della stessa strutturati in una sorta di fascicolo virtuale. Ricevere informazioni che ne consentano il monitoraggio tecnico nell’ottica di prevenirne le criticità, anche attraverso sistemi intelligenti di alert sullo stato dell’infrastruttura. Individuare i possibili flussi di lavoro per renderne efficiente creazione, manutenzione, gestione e cessazione.
 
Sono questi gli aspetti principali dell’AINOP, Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche, istituito con la Legge n. 130 del 16 novembre 2018 presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con l’intento di monitorarne l’intero ciclo di vita, dalla creazione al suo abbattimento, grazie al contributo degli Enti pubblici interessati in qualità di proprietari e/o gestori.
 
La piattaforma, online all’indirizzo Ainop.mit.gov.it, raccoglie i dati di ogni singola opera alla quale associa un Codice Identificativo della Singola Opera (IOP) caratterizzato da informazioni complete dell’infrastruttura quali tipo e denominazione, qualificatore dell’infrastruttura, codice identificativo del gestore, geolocalizzazione, dati di gestione e controllo, etc.... In questo modo, dalla posa in opera dell’infrastruttura l’Archivio ha la possibilità di monitorarne tutti quelli che sono gli aspetti distintivi: lo stato dell’arte, la manutenzione ordinaria e straordinaria, la gestione delle criticità e, soprattutto, il controllo della spesa pubblica.
 
Nove le sezioni principali con le quali si è strutturato l’Archivio:
  • ponti, viadotti e cavalcavia stradali;
  • ponti, viadotti e cavalcavia ferroviari;
  • strade;
  • ferrovie nazionali e regionali – metropolitane;
  • aeroporti;
  • dighe e acquedotti;
  • gallerie ferroviarie e gallerie stradali;
  • porti e infrastrutture portuali;
  • edilizia pubblica.
 
A sua volta ognuna delle sezioni principali è composta da sotto-sezioni che della singola opera identificano anagrafica, dati tecnici, dati economico-finanziari, monitoraggio tecnico, manutenzioni, lavori in corso, dati territoriale, documentazione fotografica, dati di contesto e segnalazioni. Ciò significa come, a fronte dei disastri avvenuti anche nel recentissimo passato (vedi Genova), avere di un’opera pubblica tutte queste informazioni disponibili significhi riuscire ad individuare situazioni di criticità di infrastrutture da mettere in sicurezza anche, e soprattutto, in base alle priorità d’urgenza.
 
Infine, è da segnalare che a parte gli operatori dell’Archivio, i soggetti istituzionali abilitati e quelli tecnici conferenti le informazioni di progetto, nell’ottica di una maggiore trasparenza il portale dell’Archivio permette anche ai semplici cittadini, mediante credenziali "Spid", l’accesso ad informazioni caratterizzanti e significative delle opere pubbliche (anche in forma aggregata) e l’interazione diretta a mezzo PEC con segnalazioni, eventualmente corredate da foto e/o documenti, che vengono inoltrate per competenza ai soggetti proprietari/gestori dell’opera e per conoscenza agli uffici vigilanti competenti.
10/10/2019, 11:41



Consapevoli-e-protetti-contro-il-cyberbullismo


 



Realizzato dalla partnership tra Fondazione Carolina Onlus ed AICA (Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico), "Cyberscudo" è un programma di certificazione utile per apprendere i concetti essenziali alla prevenzione del cyberbullismo che, mediante modulo di esame, fornisce le competenze necessarie per la fruizione della rete in maniera consapevole e sicura.
 
Pensata per gli adolescenti ed i preadolescenti e non esclusivamente nell’ambiente scolastico, quindi quei soggetti tra i quali il fenomeno risulta essere maggiormente diffuso, tale certificazione permetterà, innanzi tutto, di conoscere il cyberbullismo nei suoi aspetti sociali, tecnologici e legali così da raggiungere la consapevolezza del fenomeno ed ottenere gli strumenti adeguati per prevenirlo e combatterlo.
 
Così come, ad esempio, per la Certificazione ECDL, anche Cyberscudo è pensato come un modulo d’esame che, nello specifico, prevede 36 domande (teoriche) a risposta multipla alle quali rispondere in 45 minuti di tempo. La prova e la verifica finale dei test vengono realizzata mediante il sistema ATLAS presso i Test Center accreditati.
 
Queste le argomentazioni trattate:
  • Bullismo: comprendere il fenomeno e contestualizzarlo.
  • Cyberbullismo: comprendere e contestualizzare il fenomeno del cyberbullismo; le manifestazioni di cyberbullismo; altre manifestazioni di disagio in rete.
  • Il sexting: comprendere e contestualizzarle il fenomeno del sexting.
  • Implicazioni legali di un atto di cyberbullismo: la legge L.71/2017 per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo; concetto di Responsabilità legato ai reati a mezzo internet; conoscere i reati a mezzo internet.
  • Il trattamento dei dati personali: conoscere le nuove norme in materia di Privacy e protezione dei dati personali introdotte dal GDPR.
  • Attività on line: concetti di sicurezza; comportamento da tenere nelle conversazioni on line; social network e applicazioni per la condivisione di foto e video; conoscere il funzionamento dei principali social network.
 
Con esito positivo, oltre al certificato specifico "Cyberscudo" il candidato otterrà le necessarie competenze per:
  • riconoscere e prevenire casi di cyberbullismo, palesi e nascosti;
  • agire con le giuste modalità in presenza del fenomeno;
  • comprendere i principali aspetti giuridici e normativi;
  • riconoscere i rischi presenti sui principali social network.
 


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